La Salsiccia Rossa di Castelpoto

La salsiccia rossa di Castelpoto è una delle eccellenze del territorio sannita nonché un presidio Slow Food. Un prodotto che appunto prende il nome dal piccolo comune beneventano di Castelpoto che si trova alle pendici del Monte Taburno.

Secondo la tradizione, la salsiccia rossa di Castelpoto affonda le sue origine nell’Alto Medioevo, un’impronta di origine Longobarda, tenuto conto che l’allevamento del suino era già praticato in Castrum Potonis dal “porcaio del duca”, come raccontano gli abitanti di Castelpoto. Tale tradizione medievale si è conservata fino ad oggi; infatti, molte famiglie del luogo allevano in proprio il maiale producendo, secondo ricette gelosamente tramandate, questa eccellenza gastronomica.

Il colore rosso che caratterizza questo salume deriva dall’impiego di polvere di papauli (peperoni, dolci o piccanti) che si aggiungono all’impasto conferendo un quell’inconfondibile colore rosso al salume. La polvere si prepara frantumando peperoni piccoli, quelli infilati con ago e filo in collane e poi appese ad essiccare all’aria in un luogo ombroso. Dopo la tostatura in forno a legna, alimentato con legno d’ulivo e quercia, sono macinati manualmente, sino ad ottenere una polvere finissima.